Crema, 03 aprile 2026
( Annalisa Andreini) La pastiera, anche quest’anno, è la regina incontrastata della tavola pasquale, accanto alla più classica colomba.
Un dolce, tipicamente partenopeo, che qualche tempo fa non compariva mai nelle vetrine cremasche e invece ora è molto richiesto.
La base di frolla, originariamente preparata con lo strutto (ora con il burro) accoglie un ripieno piuttosto denso e ricco partendo dal grano cotto nel latte con una noce di burro (che avrà la consistenza di una crema), profumato dal baccello di vaniglia e dalla scorza di limone.
Altra parte importante del ripieno, la ricotta fresca di pecora, lavorata con lo zucchero e profumata dalla scorza di agrumi (arancia e limoni) e dalla caratteristica acqua ai fiori di arancio, a cui si aggiungono anche cedro e arancia canditi e un pizzico di cannella. La ricetta originale prevede anche la scorza di zucca (la cosiddetta cucuzzata).
Ogni ingrediente, nella leggenda che accompagna questo dolce, ha un suo significato specifico: ricotta simbolo di abbondanza, farina di ricchezza, le uova fertilità, il grano cotto nel latte rappresenta la fusione del regno vegetale e animale, i fiori d’arancia i profumi della terra campana, le spezie come omaggio per tutti i popoli e lo zucchero per il dolce canto della sirena.
Dopo aver foderato uno stampo con la pasta frolla, il guscio viene farcito dal composto preparato e rifinito in superficie con sette striscioline di frolla, simbolo dei sette doni che i napoletani avevano regalato alla sirena Partenope, naufragata sulle coste campane, per ringraziarla del suo canto.
La sirena aveva gradito particolarmente questi doni e quindi li aveva riuniti insieme impastandoli e creando un dolce unico.
In tanti si dilettano anche a prepararla in casa.
Dove trovarla, invece, nelle pasticcerie di Crema e dintorni?
Dolce Sentire in via Fratelli Bandiera, Dolci Torte in piazza Marconi, Grello in via Mazzini, Soom in via Griffini e Ale Risto Bottega di Offanengo.