L'assessore Giorgio Cardile
Crema, 29 luglio 2026
Santa Maria, San Bernardino, la stazione ferroviaria, le ex Magistrali, il Campo di Marte e i giardini di Porta Serio.
Sono queste le zone della città ritenute maggiormente a rischio e nelle quali vengono effettuati interventi di educativa territoriale, programmati sulla base delle evidenze emerse dalla mappatura e dall’osservazione dei movimenti giovanili.
“Ogni intervento – spiega l’assessore Giorgio Cardile - viene preliminarmente condiviso con le forze dell’ordine attraverso il tramite della polizia locale. La programmazione ordinaria prevede interventi dal lunedì al sabato, prevalentemente nella fascia dalle 17 alle 23, attraverso uscite realizzate da due operatori in coppia. Sono inoltre previste anche uscite domenicali, in relazione ai bisogni rilevati”.
La programmazione attuale è il risultato dell’osservazione effettuata in vari luoghi e orari e non di una presenza statica in posti prestabiliti.
“L’obiettivo è seguire l’evoluzione delle aggregazioni giovanili, mantenendo una presenza educativa riconoscibile e continuativa nei contesti più significativi”.
Alla data attuale i principali risultati raggiunti sono la costruzione di una conoscenza strutturata del territorio e il coinvolgimento di 50 giovani ingaggiati in differenti aree cittadine da parte di un’équipe multidisciplinare composta da 16 operatori sociali, tra educatori professionali, psicologi, sociologi e operatori sociali esperti.
L’équipe educativa stabile è composta da otto educatori professionali. Sono inoltre state svolte 40 interviste auto somministrate rivolte ai giovani e si sono svolti incontri di confronto con servizi sociali, forze dell’ordine, istituti scolastici, Pastorale giovanile e realtà territoriali. Le osservazioni effettuate hanno evidenziato che la presenza giovanile si concentra prevalentemente in luoghi ad alta accessibilità, che non emergono situazioni generalizzate di conflittualità o aggressività, ma che permane un bisogno di presenza educativa adulta nei contesti informali. Alcuni giovani mostrano fragilità legate all’isolamento, alla difficoltà di trovare luoghi di aggregazione positiva e alla ricerca di appartenenza.