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Crema, 16 ottobre 2026

Espulsione di stranieri pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica

Nei giorni scorsi, l'Ufficio Immigrazione ha eseguito nove provvedimenti di espulsione con accompagnamento presso i Centri di Permanenza per i Rimpatri. Sono stati rinviati in patria quattro marocchini, un tunisino, un egiziano, un albanese, un cubano e un libico.

In particolare il 28 settembre, un cittadino libico di 21 anni è stato accompagnato presso il Cpr di Milano dopo un periodo di detenzione per furto.

Il 29 settembre, un egiziano di 40 anni, è stato accompagnato presso il Cpr di Milano, dopo un periodo di detenzione, con   precedenti per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e lesioni personali;

l’1 ottobre, un tunisino di 58 anni, è stato accompagnato a Gorizia, dopo un periodo di detenzione per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e reati contro la pubblica amministrazione;

l’1 ottobre, un marocchino di 35 anni, è stato accompagnato a Gorizia, dopo un periodo di detenzione per incendio aggravato, omicidio doloso tentato, minaccia e danneggiamento seguito da incendio;

il 2 ottobre, un marocchino di 51 anni, è stato accompagnato a Gorizia, dopo un periodo di detenzione per minaccia, lesioni personali, invasione di terreni o edifici, attentato alla sicurezza dei pubblici trasporti, stupefacenti e ricettazione;

l’8 ottobre, un marocchino di 29 anni, è stato accompagnato a Milano, scarcerato dopo un periodo di detenzione per stupefacenti, danneggiamento e simulazione di reato;

il 10 ottobre, un albanese di 31 anni, è stato accompagnato a Potenza, dopo un periodo di detenzione per furto, rapina e armi;

il 12 ottobre, un cubano di 29 anni, è stato accompagnato a Milano, rintracciato sul territorio nazionale, con precedenti per ricettazione, furto, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito/pagamento.

Inoltre ieri è stato espulso accompagnamento anche di un altro cittadino marocchino di 41 anni ritenuto pericoloso. Lo stesso, scarcerato ieri ha scontato una condanna a sei anni e quattro mesi di reclusione per i reati di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, ricettazione e rapina. Inoltre, il 41enne ha svolto anche attività di proselitismo, assumendo condotte aggressive nei confronti del personale operante all’interno dell’istituto penitenziario ed esercitando anche una certa influenza sui detenuti della medesima etnia, divenendone un leader.