Crema, 26 maggio 2026
(Dario Dolci) Arriva la stagione calda, quella in cui si tengono le finestre aperte. Ovunque, tranne a Ombriano. Il problema non è nuovo, ma finora non pè stato risolto. “Solo a Crema dobbiamo respirare odore di aceto ogni notte? - si chiedono i residenti. Già alle 5 del mattino - afferma Luca Somensi - c’è aria pesante e un odore acre che ti entra in casa. C’è chi si sveglia con il bruciore alla gola, chi sente puzza fortissima di aceto appena esce di casa, chi non riesce nemmeno a tenere aperte le finestre. E la cosa più assurda è che ci stiamo quasi abituando”.
Il problema riguarda principalmente Ombriano ma, a seconda di dove tira il vento, coinvoge i Sabbioni e San Carlo. “Ci sono interi quartieri che convivono da tempo con questi odori nauseanti – prosegue il cittadino - spesso associati alla zona industriale. Lo denunciamo da anni, ma ogni volta tutto finisce nel dimenticatoio. Perché dobbiamo accettare una cosa del genere?”
Il malcontento non si ferma alla protesta, ma pone un quesito importante: “Qualcuno può spiegare chiaramente ai cittadini cosa stiamo respirando? C’è in ballo la qualità della vita, di bambini e anziani e di persone che vogliono semplicemente aprire una finestra senza sentirsi dentro una fabbrica. Siamo stanchi di sentirci dire che è tutto nei limiti, se poi centinaia di persone continuano a lamentare lo stesso identico problema”.
Somensi ha lanciato un’indagine su Facebook per capire dove e in che orari si avverte la puzza d’aceto. “Non solo, ho contattato la redazione di Le Iene, perché vengano a fare un servizio”.