Crema News - Rivolta d'Adda - La Nazionale Solidale a Sofia La Nazionale Solidale in una delle recenti partite

Rivolta d’Adda, 16 settembre 2026

(Gianluca Maestri) Da mercoledì 23 a domenica 27 settembre Sofia ospiterà Unity in Motion–Fostering Inclusion Through Sport, un progetto europeo Erasmus+ che riunirà circa 270 atleti provenienti da Francia, Lituania, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia, Ucraina, Macedonia, Svezia, Paesi Bassi e Italia con particolare attenzione alla diversità di genere e alla partecipazione di persone con differenti storie personali e sociali.

L’Italia porterà l’esperienza, nata a Rivolta d’Adda, dell’associazione L’Approdo e della Nazionale Italiana Solidale nella quale lo sport diventa parte di un percorso di inclusione, relazione e ricostruzione personale. Dal borgo rivierasco fino a Sofia la delegazione italiana porterà quindi non soltanto degli atleti, ma un’idea: lo sport può essere uno spazio nel quale tornare a costruire relazioni, fiducia e possibilità.

Nel modello italiano infatti lo sport non è soltanto attività fisica, ma uno spazio nel quale sperimentare concretamente fiducia, responsabilità, regole, fatica, relazione e appartenenza. “La psicoterapia aiuta a comprendere quello che accade dentro di noi. Lo sport permette di sperimentarlo nella relazione con gli altri” spiega Giorgio Cerizza, psichiatra e psicoterapeuta e presidente della Nazionale Italiana Solidale. “Per questo considero il campo sportivo una sorta di seconda stanza della terapia: ci si confronta con l’avversario, con la fatica, con il tempo, con la frustrazione, ma soprattutto con le altre persone”.

A Sofia alcuni componenti della delegazione italiana porteranno anche le proprie testimonianze personali. La testimonianza rappresenta una parte importante dell’attività de L’Approdo che porta queste esperienze nelle aziende e in altri contesti della società civile per diffondere la propria missione e contribuire alla conoscenza dei temi della dipendenza, della cura e del reinserimento e contrastare stereotipi e stigma. L’obiettivo è trasformare l’esperienza vissuta in uno strumento di consapevolezza collettiva, mostrando concretamente la possibilità di ricostruire relazioni, autonomia, responsabilità e partecipazione sociale.

Unity in Motion porta questo approccio su scala europea, creando uno spazio nel quale differenze di nazionalità, genere, condizioni sociali ed esperienze personali diventano parte del valore dell’incontro. L’evento di Sofia sarà anche un’occasione per confrontare l’esperienza italiana con metodologie e pratiche sviluppate negli altri Paesi partecipanti. Per L’Approdo e la Nazionale Italiana Solidale, Sofia rappresenta anche un’opportunità per rafforzare una rete europea di organizzazioni che utilizzano lo sport come strumento di inclusione e trasformazione sociale. “Vorremmo -conclude Cerizza- che Sofia fosse l’inizio di una nuova fase. Lo sport permette alle persone di incontrarsi prima ancora di dover spiegare chi sono o da dove vengono. Da lì può iniziare qualcosa”.