Passarera, 30 aprile 2026
(Dario Dolci) Tremiladuecentosettanta euro donati all’Abio, l’associazione per il bambino in ospedale. Il nobile gesto benefico ha arricchito di significato il Gran Galà neroazzurro, organizzato dall’Inter club Crema ‘Riccardo Ferri’ per festeggiare i primi 45 anni di vita. Una festa nella festa, considerato che la vittoria dello scudetto è ormai a portata di mano. Al ristorante Rosetta si sono ritrovati in 140, tra soci (il club ne conta 497) e ospiti. Nella schiera di questi ultimi hanno figurato i fratelli Riccardo e Giacomo Ferri, l’ex bomber nell’Inter Julio Ricardo Cruz, il suo collega ‘padrone di casa’ Dario Hubner, il responsabile nazionale del Centro coordinamento Inter club Valerio Bersani, oltre a Ortensia Marazzi, presidentessa di Abio, accompagnata dal marito giornalista Beppe Severgnini. Presenti anche l’assessore Giorgio Cardile, la consigliera comunale Ilaria Chiodo e, naturalmente, l’attuale presidente Claudio Aiolfi. A condurre la serata è stato Davide Pisati, con la regìa di Ettore Bettinelli, coordinatore provinciale, che ha iniziato ricordando la storia del club, nato nel 1980 alla trattoria La Botte dei Sabbioni da un’idea del fotografo Nat Ginelli insieme a Leo Mingione, Giordano Boiocchi e Federico Vailati, tutti e tre presenti e premiati nel corso dell’allegra conviviale. Nel 1990, l’Inter club Crema ha trasferito la propria sede al Bar Fiori ed è stato intitolato al cremasco, ex calciatore e oggi team manager della Beneamata, Riccardo Ferri. Quest’ultimo è stato accolto con il solito affetto dai numerosi tifosi presenti e ha affermato: “La squadra sente il calore della gente che le sta intorno. Mi piacerebbe che lo stesso calore ci fosse anche quando le cose non vanno come vorremmo. Posso assicurare che l’impegno dei giocatori è sempre massimo”. Cruz ha invece raccontato simpaticamente il motivo per il quale era soprannominato ‘El jardinero’: “Ero un ragazzino ed ero appena arrivato al Banfield. Al campo c’era un trattorino per tagliare l’erba e a noi ragazzi piaceva usarlo. Dopo pochissimo tempo che ero lì sono stato convocato in prima squadra per andare a giocare contro il Boca Junior e ho segnato la rete della vittoria. Non mi conosceva ancora nessuno e quelli del Boca hanno chiesto a un nostro dirigente chi fossi. Lui gli ha risposto che ero il giardiniere”. La serata è poi corsa via tra foto di rito, autografi, lotteria benefica e consegna del ricavato.