Pandino, 13 marzo 2026

(Annalisa Andreini)  Sold out per la degustazione di formaggi al Castello di Pandino.

Successo per la degustazione guidata di cinque formaggi della Casearia di Pandino, con una dolce sorpresa finale. A guidare i numerosi ospiti presenti la direttrice Carla Bertazzoli, coadiuvata dai suoi colleghi Davide De Carli, figura storica della scuola, Francesco Ruggieri e Chiara Pietra, entrati a far parte del team da soli tre mesi ma già molto attivi.

Ogni formaggio è stato descritto e analizzato attraverso i cinque sensi considerano i diversi parametri suggeriti dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (Onaf). 

Si inizia con l’aspetto esterno esterno( forma, superficie, facce, colore e aspetto) per passare poi a quello interno( colore, occhiatura, struttura della pasta, elementi dí discontinuità, sottocrosta ed erborinatura). Grande importanza per l’esame olfattivo: odori e aromi e relative intensità (lattico, vegetale, floreale, fruttato, tostato, animale e speziato). E si è concluso con l’esame gustativo e la persistenza.

Si è partiti da una ricotta di bufala( che non è un formaggio ma un latticino) e da un formaggio fresco vaccino senza lattosio: un primo sale- come ha spiegato Carla Bertazzoli- realizzato con la chimosina, ovvero un caglio prodotto in laboratorio con enzimi e quindi non animale, per venire incontro alle esigenze dei vegetariani.

Ma la vera sorpresa della serata è stata la Caciotta con il miele di castagno, fresca, morbida, senza lattosio e con caglio microbico( al posto del più comune caglio animale), prodotta dalla Scuola Casearia con il latte dell’Azienda Agricola Betti di Lodi( Cascina Presidio), un’eccellenza del territorio per benessere animale e sostenibilità. 

A presentare la caciotta, che rappresenta egregiamente il km zero, la giovane amministratrice Alessandra Betti, che ha collaborato con l’apicoltore Matteo Spazzini (dell’apicoltura C’era una volta di Lodi): “All’inizio - ha raccontato Alessandra - c’era il progetto di posizionare alcune arnie all’interno della nostra azienda, ma Matteo è un apicoltore nomade, quindi ci è venuta quest’idea di integrare il nostro latte con il miele di castagno. E abbiamo scelto proprio questa tipologia di miele, che viene aggiunto prima del caglio, perché rendeva meglio nell’equilibrio tra il dolce e l’amaro, tra le caratteristiche del formaggio e quelle del miele”. 

A seguire le ultime due degustazioni: la Castellana, una pasta filata stagionata, medaglia di bronzo al Concorso Caseario S.Lucio 2023 e il Castelpandino al pepe rosa, premiato con la medaglia d’oro al Concours International de Lyon.

A concludere la serata in dolcezza il gelato fior di latte prodotto sempre dalla Casearia, con l'accompagnamento di composta di amarene dell’azienda Leccornie doc di Pandino, che è stata presentata dalla titolare Enrica Orsini.