Soresina, 09 agosto 2026

(Andrea Biraghi) Un fulmine ha mandato fuori uso l’automazione del campanile di San Siro e, per far tornare a suonare le dodici campane, si è dovuto ricorrere di nuovo alle corde e al sistema manuale.

È successo dopo l’ultimo temporale che ha colpito Soresina. La centralina elettrica della torre è rimasta fuori servizio e, in attesa della riparazione, a occuparsi dei rintocchi sono anche Andrea Perotti e Matteo Bianelli, rispettivamente studente di seconda superiore e di seconda media.

Andrea arriva da Acquanegra Cremonese e raggiunge Soresina anche in bicicletta per dedicarsi alle campane. Matteo è invece già coinvolto nelle attività della comunità parrocchiale. Sono loro, insieme ad altri appassionati, a utilizzare in questi giorni il sistema tradizionale rimesso in funzione negli ultimi anni.

Il caso ha riportato improvvisamente al centro un meccanismo che sembrava destinato soprattutto a conservare la memoria del passato. A San Siro l’automazione era stata introdotta nel 1969 e, con il tempo, aveva sostituito quasi completamente il lavoro manuale dei campanari.

Negli ultimi anni la parrocchia aveva però scelto di recuperare anche il funzionamento originario della torre. Il lavoro, seguito dall’esperto di campanologia Maurizio Bertazzolo, aveva consentito di rimettere in funzione ruote, corde e tastiera manuale, rendendo nuovamente possibile suonare le dodici campane senza affidarsi alla centralina.

Il recupero era stato dedicato alla memoria di Luigi Zanesi, conosciuto come Bigìn del Nonu, storico campanaro soresinese. Prima dell’arrivo dell’automazione era normale che, soprattutto durante feste e ricorrenze, più persone partecipassero al concerto delle campane e che anche i ragazzi venissero coinvolti.

A distanza di oltre cinquant’anni, un guasto elettrico ha riportato quella pratica alla sua funzione più concreta. Finché la centralina non tornerà operativa, il campanile di San Siro continuerà a suonare anche grazie alle mani di due ragazzi.