Crema News - Agnadello - Manca la vigile da un mese Il municipio di Agnadello e, nel riquadro, Giovanni Calderara

Agnadello, 05 giugno 2026

(Gianluca Maestri) Da un mese ormai l’agente di polizia locale Silvia Bissa, unica figura presente in quest’ufficio comunale, è assente. Al riguardo ieri sera, in consiglio comunale, il gruppo di minoranza Comune Democratico (Giovanni Calderara e Giuseppe Maffioletti) ha presentato in corso di seduta un’interpellanza al sindaco Stefano Samarati che risponderà nella prossima riunione del parlamentino locale.

A titolo di segnalazione dell’accaduto una copia dell’interpellanza è stata inviata da Comune Democratico sia alla prefettura, sia alla Procura della Repubblica di Cremona.

La premessa fatta dal capogruppo Giovanni Calderara è che questa interpellanza non è stata presentata prima: “Per via del ritardo intercorso tra la richiesta da noi fatta il 16 maggio scorso, poi sollecitata il 25 maggio, di avere copia di un provvedimento del sindaco sul quale impostare l’interpellanza e la trasmissione del provvedimento stesso da parte dell’addetta al servizio protocollo che certamente non ha ritardato la trasmissione dell’atto di sua iniziativa, ma per assecondare disposizioni superiori. Precisiamo – ha aggiunto Calderara - che il documento richiesto, a oggi non ci è ancora stato trasmesso, cosa che si ripete spesso ma più di altre volte in questo caso sembra evidente il tentativo di nascondere, finché possibile, fatti che possono mettere in imbarazzo il sindaco, che certamente feriscono l’istituzione pubblica che più di altri lui rappresenta, che suscitano indignazione non soltanto in noi, che subiamo ripetute violazioni al nostro diritto all’informazione, ma anche nei cittadini che subiscono, senza conoscerne la ragione, la sospensione di servizi essenziali che concorrono, col pagamento delle tasse, a finanziare”.

Calderara ha parlato di un fatto avvenuto il 6 maggio scorso: “Samarati ha redarguito pesantemente Silvia Bissa dopo averla raggiunta all’interno del suo ufficio. Motivo della reprimenda, il mancato rilascio di una tessera per il parcheggio disabili, necessitante, secondo l’agente, di aggiornamento istruttorio da apportare con certificazione Ats. Nonostante la marginalità del fatto contestato e la giustificazione addotta dall’agente redarguita, il comportamento del sindaco si sarebbe spinto, nella circostanza, oltre il limite del civile rapporto di interazione tra pubblico amministratore e dipendente della pubblica amministrazione”.

Comune Democratico si dice refrattario alla cultura del sospetto ma la certificazione d’infortunio presentata dall’interessata, in concomitanza con il fatto che viene riassunto nell’interpellanza, spinge il gruppo stesso a rivolgere al primo cittadino delle domande:

“C’è una relazione tra la reprimenda verbale nei confronti della Bissa e la certificazione d’infortunio (seguita da certificati di malattia) presentata dalla stessa il giorno seguente? Se non vi è relazione, può spiegarci come si è infortunata, all’interno del suo ufficio, l’agente di polizia municipale destinataria del suo rimprovero? Vorremmo anche sapere per quale ragione, pochi giorni dopo i fatti sopra richiamati, lei ha emesso un provvedimento di sospensione della dotazione dell’arma precedentemente assegnata a Silvia Bissa per l’espletamento del suo ruolo”.

E ancora: “Come giustifica, signor sindaco – prosegue Comune Democratico - questa sua mutazione di atteggiamento nei confronti dell’interessata? Ha sbagliato tutto prima o sta clamorosamente sbagliando ora, tanto nei giudizi di ordine professionale, quanto nel modo di agire in veste di datore di lavoro? Riesce a comprendere quanto possa risultare lesivo della dignità di una lavoratrice, peraltro del pubblico impiego, un provvedimento del tipo da lei adottato, o prevale in lei il gusto della ripicca personale, ammesso e non concesso che tale provvedimento possa espletare e conservare la sua efficacia?”