Crema News - Rivolta d'Adda -Conferenza... Stampa La cassapanca e, nel riquadro, Mauro Bonazzoli

Rivolta d’Adda, 30 gennaio 2026

(Gianluca Maestri) La presentazione di una cassapanca seicentesca acquisita al patrimonio comunale diventa occasione per parlare dei marchesi Stampa e della loro permanenza come feudatari di Rivolta.

Appuntamento domani, alle 16, nella sala consiliare del palazzo comunale di piazza Vittorio Emanuele II con “Il cimelio ritrovato e gli Stampa al feudo sulle rive dell'Adda. Vicende rivoltane del XVII secolo”, conferenza storico-artistica organizzata nell’ambito del programma della 198^ edizione della fiera di Sant’Apollonia dall’assessorato comunale alla cultura in collaborazione con il gruppo dei Custodi di arte e storia e con l’Università del Ben-Essere.,

Verrà presentata alla cittadinanza un’antica cassapanca risalente al XVII secolo e appartenuta ai marchesi Stampa di Soncino al tempo in cui erano feudatari del territorio rivoltano. Ritrovata presso un antiquario bergamasco ed acquisito al patrimonio comunale, la cassapanca porta in bella mostra il blasone della famiglia soncinese che tuttora rappresenta lo stemma del Comune di Rivolta.

Due i relatori. Mauro Bonazzoli, rivoltano, direttore eventi del museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, delineerà il contesto storico nel quale si colloca il cimelio ritrovato. A illustrare l’importanza artistica dell’antica cassapanca sarà invece Enrico Sala, studioso e perito antiquario, specializzato in mobili antichi italiani, uno dei fondatori del progetto Kléos per lo studio e divulgazione delle arti applicate.

Un po' di storia.

Rivolta diventa ufficialmente feudo della famiglia Stampa dal 1531. Il Seicento è l’epoca nella quale i marchesi, presenti in paese con una residenza che fungeva anche da sede amministrativa della comunità, fondarono ad opera di un loro esponente, don Giovanni Ermete, un luogo Pio della Misericordia, il monte di pietà che, attraverso i secoli, fu protagonista di numerose vicende storiche della comunità e si contraddistingue ancor oggi attraverso la fondazione Santa Maria della Misericordia con rilevanti opere di assistenza ai cittadini bisognosi.

“Si tratta di una iniziativa di grande spessore culturale – dichiara la vicesindaco Marianna Patrini – sia per l’autorevolezza dei relatori che per l’importante valore artistico e simbolico dell’oggetto che è stato ritrovato e che come amministrazione comunale ci siamo impegnati, senza esitazioni, a riportare a casa”.