Doldi battuto ieri al Voltini tre volte
Crema, 08 novembre 2026
(Dario Dolci) Nel Gioco dell’oca, quando arrivi alla casella numero 17 stai fermo due giri. Per la gioia dei superstiziosi, è ciò che è accaduto alla Pergolettese che, dopo l’Albinoleffe, è stata sconfitta anche dal Renate. Al di là delle credenze popolari, il secondo ko consecutivo con identico punteggio (3 a 2) ha regalato nuove conferme sui punti deboli della compagine cremasca. Punti deboli che, senza bisogno di assistere agli allenamenti o di leggere la lista dei convocati, conoscono già tutte le avversarie del girone. Ed è su quelli che impostano le loro partite. Da Arzignano in poi è stato così. E non a caso, da quella gara, la Pergolettese è sempre stata in difficoltà nei primi tempi sotto la pressione avversaria. I gialloblù soffrono quando sono aggrediti. Soffrono soprattutto nei casi in cui i moduli tattici delle due formazioni li portano ad avere l’inferiorità numerica a centrocampo. Giocare con tre elementi in mediana, invece di due, quando sei costretto a subire, non sarebbe un disonore. Permetterebbe di compattare la squadra e di fare densità. Ieri, se il primo tempo fosse finito 4 a 0 per il Renate non ci sarebbe stato nulla da obiettare. Tra le conferme di giornata c’è stata quella che Roversi, che è più un quinto che un quarto, quando trova un avversario che lo punta, va in difficoltà. Kerrigan ha fatto il bello e il cattivo tempo. Predisporre un raddoppio di marcatura, in questi casi, non sarebbe una brutta cosa. Certo, l’assenza prolungata di Dell’Orco non sta dando una mano, ma è appunto per quello che occorrerebbe trovare degli accorgimenti. Il paradosso della partita persa ieri, meritatamente, è che a meno diun quarto d’ora dalla fine il Pergo era pure riuscito a pareggiarla, nonostante l’avversario gli fosse stato superiore. Sarebbe stato comunque un grosso merito collettivo, in una giornata in cui le cose che non hanno funzionato hanno superato quelle positive. La ciliegina sulla torta degli errori è arrivata due minuti dopo il pareggio, quando Careccia ha calciato dai 20 metri di interno destro, una palla che Doldi avrebbe potuto e dovuto addomesticare e invece l’ha deviata sui piedi di Anelli, che ha ringraziato per il regalo e ha fatto 3 a 2. Un intervento del genere era già stato fatto a Cittadella, contro il Brescia e a Ospitaletto. Un aspetto su cui lavorare.