Crema News - Crema - Truffe online, le più diffuse e come funzionano

Crema, 05 novembre 2026

Il messaggio sembrava arrivare da tua figlia. Stesso nome in rubrica, stesso modo di scrivere, perfino la stessa abitudine di saltare le maiuscole. Diceva di aver perso il telefono e di avere bisogno di 600 euro entro sera. Storie così, nel 2026, si ripetono ogni giorno in migliaia di case italiane.

I dati della Polizia Postale aiutano a capire la portata del fenomeno. Nel 2025 i procedimenti per truffe e frodi online sono stati 27.085, appena sotto quelli dell'anno prima, ma le somme sottratte hanno superato i 269 milioni di euro, circa 40 milioni in più rispetto al 2024. Meno casi, quindi, ma colpi più ricchi.

In questo articolo trovi le truffe online più diffuse di quest'anno, spiegate passo per passo: come iniziano, su quale leva psicologica puntano e in quale momento si possono fermare. Sapere come funziona un raggiro è il modo più concreto per accorgersene in tempo.

Phishing e smishing: messaggi falsi scritti sempre meglio

Il phishing resta la porta d'ingresso di quasi tutte le altre truffe. Il meccanismo è noto: un'email o un SMS imita un ente conosciuto, segnala un problema urgente e offre un link per risolverlo. Il link porta a una copia del sito ufficiale che chiede credenziali, dati della carta o codici di accesso.

A cambiare è la qualità. Fino a pochi anni fa bastava cercare errori di grammatica o traduzioni zoppicanti. Oggi i truffatori usano l'intelligenza artificiale per scrivere in un italiano corretto, imitare il tono delle comunicazioni ufficiali e inserire il nome del destinatario.

Tra i messaggi più segnalati ci sono le false multe via SMS a nome della Polizia Stradale o dell'ACI, i pacchi "in giacenza" con piccole spese da pagare e gli avvisi di finti rimborsi da parte di enti pubblici. La Polizia Postale ha messo in guardia anche dalle PEC truffa, che sfruttano la fiducia nella posta certificata per spedire fatture e richieste false. Un punto fermo: la Polizia di Stato non invia multe tramite SMS o link sul cellulare.

Il finto familiare: da WhatsApp alla voce clonata

Una delle truffe più odiose colpisce gli affetti. Lo schema classico è il messaggio "Ciao mamma, ho cambiato numero", seguito da una richiesta di denaro per un'emergenza. Quest'anno circolano due varianti più insidiose.

La prima parte da un finto concorso su WhatsApp. Un contatto della rubrica chiede di votare un bambino in una gara di ballo e invia un link. La pagina chiede il numero di telefono e poi il codice di verifica arrivato via SMS. Con quel codice i criminali attivano l'account della vittima su un altro telefono e scrivono ad amici e parenti chiedendo soldi. Il messaggio sembra affidabile proprio perché arriva da un numero conosciuto.

La seconda sfrutta la clonazione della voce. Bastano pochi secondi di audio, magari presi da un video sui social, per simulare una telefonata in cui un figlio o un nipote chiede aiuto in lacrime. Lo stesso trucco viene usato contro le aziende, con finti dirigenti che in videochiamata ordinano un bonifico urgente. Negli Stati Uniti l'FBI ha raccolto per il 2025 oltre 22.000 segnalazioni di truffe con una componente di intelligenza artificiale, per quasi 900 milioni di dollari di perdite.

Il finto operatore bancario e lo spoofing

Il vishing, cioè il phishing telefonico, è tra le truffe che svuotano più conti correnti. Spesso comincia con un SMS che sembra della propria banca e segnala un accesso sospetto. Pochi minuti dopo squilla il telefono e sul display compare il numero vero della banca, grazie a una tecnica chiamata spoofing che falsifica l'identificativo del chiamante. Per questo il numero sul display non basta più come prova di autenticità.

Dall'altra parte c'è una persona cortese e preparata, che conosce già alcuni dati della vittima. Spiega che il conto è sotto attacco e che, per metterlo al sicuro, bisogna spostare il denaro su un "conto protetto" o comunicare i codici ricevuti via SMS. In alcune versioni interviene un finto agente della Polizia Postale per rendere tutto più credibile. Basta ricordare una regola: nessuna banca e nessun poliziotto chiedono di trasferire soldi per proteggerli.

Il falso trading online

Già nel 2025 la Polizia Postale indicava il falso trading come la truffa online più redditizia in Italia. Il contatto nasce spesso da una pubblicità sui social in cui un volto noto racconta di aver moltiplicato i propri risparmi grazie a una piattaforma. Il video, sempre più spesso, è un deepfake.

Chi lascia i propri dati viene richiamato da un "consulente" che propone un primo versamento di poche centinaia di euro. La piattaforma mostra guadagni rapidi, tutti inventati, e il consulente spinge a investire cifre sempre più alte, a volte facendo installare programmi di controllo remoto sul computer. Quando la vittima prova a prelevare, compaiono commissioni, tasse da pagare in anticipo o blocchi improvvisi. Esiste perfino una seconda truffa a valle: falsi studi legali che promettono di recuperare il denaro perso, in cambio di un anticipo.

Le offerte di lavoro e la truffa dei task

Un messaggio su WhatsApp o Telegram propone un lavoretto da casa: mettere "mi piace" a video, recensire hotel o valutare prodotti, con guadagni di 50 o 100 euro al giorno. Le prime ricompense arrivano davvero, per conquistare fiducia. Poi le regole cambiano. Per sbloccare compiti meglio pagati bisogna "ricaricare" il proprio profilo, spesso in criptovalute. Il saldo cresce sullo schermo, ma non si può ritirare senza nuovi versamenti. In alcune chat compaiono anche finti colleghi che mostrano i propri guadagni, per rendere tutto più convincente. Lo schema punta su chi cerca un'entrata extra, compresi tanti studenti.

Finti negozi online e annunci trappola

Le truffe legate agli acquisti restano tra le più frequenti, soprattutto nei periodi di saldi e durante il Black Friday. I falsi e-commerce copiano il sito di marchi famosi o propongono sconti del 70 o 80%, spesso pubblicizzati sui social. Dopo il pagamento non arriva nulla, oppure arriva un oggetto senza valore. Spesso il sito chiede di pagare con bonifico o ricarica, metodi che rendono quasi impossibile riavere i soldi. Un dominio registrato da poche settimane e l'assenza di partita IVA sono indizi utili.

Sui marketplace tra privati lo schema si rovescia. Il finto acquirente si dice interessato all'oggetto in vendita e manda un link per "ricevere il pagamento" tramite un servizio di spedizione. La pagina chiede i dati della carta del venditore. Ogni estate tornano poi gli annunci di case vacanza inesistenti, con caparra da versare tramite bonifico.

Le truffe sentimentali

Il romance scam si basa sulla pazienza. Il truffatore crea un profilo curato su un'app di incontri o sui social, con foto rubate o generate dall'intelligenza artificiale, e costruisce una relazione fatta di messaggi quotidiani. Con l'aiuto dei chatbot può seguire decine di conversazioni insieme senza mai sembrare distratto. Quando la fiducia è solida arriva la richiesta: un'emergenza medica, un problema alla dogana, un biglietto aereo per incontrarsi. Oppure un investimento in criptovalute da fare "insieme", la variante nota come pig butchering.

I segnali che accomunano quasi tutte le truffe

Dietro schemi diversi si ripetono le stesse leve. Questi sono i campanelli d'allarme più affidabili:

●     fretta e scadenze strette, con minacce di multe, blocchi o denunce;

●     richieste di codici OTP, password o dati della carta;

●     inviti a spostare denaro o a pagare in criptovalute e carte regalo;

●     guadagni facili e garantiti;

●     link arrivati senza preavviso, anche da contatti conosciuti;

●     la richiesta di non parlarne con la banca o con i familiari.

Davanti anche a uno solo di questi segnali conviene interrompere la conversazione e verificare da soli, usando il numero o il sito ufficiale che già si conosce.

Gli strumenti che aiutano a proteggersi

Nessun programma sostituisce l'attenzione, ma alcune protezioni riducono parecchio il rischio:

●     la verifica in due passaggi su email, social, home banking e WhatsApp;

●     un gestore di password, per usare credenziali diverse su ogni servizio;

●     antivirus e filtri che bloccano siti di phishing e download sospetti;

●     una VPN affidabile quando ci si collega a reti Wi-Fi pubbliche.

Prima di installare un'app di sicurezza, però, conviene informarsi, perché circolano anche falsi antivirus e VPN gratuite che raccolgono dati invece di proteggerli. Le esperienze degli utenti sono un buon punto di partenza. Le recensioni Surfshark, per esempio, aiutano a capire come si comporta il servizio nell'uso quotidiano, quanto è chiaro sui rinnovi e come risponde l'assistenza. Lo stesso controllo andrebbe fatto per qualsiasi strumento, confrontando più fonti e diffidando dei giudizi tutti entusiasti.

Conclusione: fermarsi e verificare

Le truffe online del 2026 scrivono bene, telefonano con la voce di persone care e mostrano numeri autentici sul display. Cambiano gli strumenti, non la logica: creare urgenza, conquistare fiducia e ottenere un pagamento prima che la vittima si fermi a riflettere.

L'abitudine più utile resta quindi la verifica. Richiamare la banca dal numero sul retro della carta, telefonare al parente che chiede soldi, controllare l'indirizzo di un sito prima di pagare. E parlarne in famiglia, soprattutto con genitori e nonni.

Se qualcosa va storto, bisogna muoversi subito: bloccare la carta attraverso i canali ufficiali della banca, cambiare le password coinvolte e segnalare l'accaduto alla Polizia Postale sul sito commissariatodips.it, dove si trovano anche gli avvisi sulle truffe in circolazione.