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Cremona, 01 ottobre 2026
(Andrea Biraghi) Quattro anni e cinque mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia. È la condanna pronunciata dal tribunale di Cremona nei confronti di un 54enne residente in città, accusato di avere sottoposto l’ex moglie per anni a insulti, minacce e aggressioni.
La pm Federica Cerio aveva chiesto quattro anni e un mese. L’imputato era difeso dall’avvocata Anna Maria Petralito, mentre la donna si è costituita parte civile con l’avvocata Maria Laura Quaini. Il risarcimento sarà quantificato separatamente in sede civile.
La ricostruzione dei fatti parte dal 2020. In uno degli episodi contestati l’uomo avrebbe afferrato la moglie per un braccio, trascinandola in cucina e mettendole la testa sotto un getto d’acqua. In un’altra occasione l’avrebbe schiaffeggiata, le avrebbe strappato il telefono dalle mani e lo avrebbe scaraventato a terra.
Visti questi e altri episodi, nel marzo 2023 all'uomo era stato ordinato il divieto di avvicinamento e di comunicare con la donna e gli era stato l’applicato un braccialetto elettronico. Le prescrizioni erano però state violate più volte. Nel settembre 2024 i carabinieri avevano nuovamente informato il giudice che il 54enne stava continuando a violare gli ordini e il giudice aveva ordinato gli arresti domiciliari.
Tra gli episodi più pesanti contestati c’è quello del gennaio 2024. Dopo avere sentito la moglie parlare al telefono dell’audizione protetta del figlio, l’uomo l'ha minacciata dicendole: “Se metti in qualche situazione di disagio nostro figlio, io giuro che vado in galera, perché ti scanno”, accompagnando le parole con il gesto del taglio della gola. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, la donna aveva trovato rifugio in una struttura protetta.