Immagine esemplificativa
Cremona, 30 giugno 2026
(Andrea Biraghi) La condanna a cinque anni inflitta a Davide è diventata definitiva. Il diciannovenne, maggiorenne del gruppo che nella notte del 23 febbraio 2025 aggredì Filippo, (per gli amici Digiu), non ha presentato appello contro la sentenza emessa dal gup al termine del processo con rito abbreviato.
Davide, agli arresti domiciliari, dovrà anche risarcire Filippo e i suoi genitori, costituitisi parte civile con l’avvocato Alessio Romanelli.
Filippo, 37 anni, lavorava come barman al pub La Ciocco, sotto la Galleria 25 Aprile a Cremona. Durante l’aggressione venne colpito all’occhio sinistro con un bicchiere di vetro. Dopo l’impatto non riuscì più a vedere e si ritrovò il volto coperto di sangue, con numerose schegge conficcate nell’occhio.
Mentre cercava di allontanarsi venne colpito anche alla nuca con un altro oggetto di vetro, forse un bicchiere o una bottiglia. Perse quindi l’equilibrio e cadde a terra. L’occhio sinistro riportò una lesione gravissima e la vista rimase seriamente compromessa.
La violenza proseguì anche dopo la caduta. Rannicchiato tra una colonna della Galleria e una fioriera, Filippo venne raggiunto da altri calci e pugni al viso e allo stomaco.
Secondo l’accusa fu Davide a lanciare il bicchiere contro l’occhio del barman, facendolo esplodere. Nelle motivazioni il gup ha parlato della vigliaccheria del branco e ha descritto la condotta del diciannovenne come espressione di un solipsismo brutale e assoluto, sottolineando come avesse continuato a colpire al volto un uomo già a terra e gravemente ferito.