Lodi, 15 maggio 2026
(Andrea Biraghi) La Lombardia mette nuovi limiti ai pannelli solari nei campi. La legge regionale sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili fissa un tetto per fotovoltaico a terra e agrivoltaico nelle aree agricole: per ogni provincia il limite è pari al 2% della superficie agricola utilizzata.
Il tetto vale circa 11 chilometri quadrati nel Lodigiano e circa 28 chilometri quadrati nel Cremonese. Una volta raggiunta la soglia provinciale, le nuove domande per impianti fotovoltaici al suolo e agrivoltaici in area agricola diventano improcedibili. La norma prevede anche un limite regionale dello 0,8% della superficie agricola utilizzata lombarda e un limite comunale del 3%.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è spingere le rinnovabili senza consumare troppo suolo agricolo, privilegiando superfici già costruite o compromesse, come tetti, parcheggi, aree industriali, cave esaurite e discariche non più in uso.
Dalla maggioranza arriva una lettura positiva. L’assessore regionale all’Energia Massimo Sertori parla di una legge costruita attorno a una parola chiave: “Equilibrio”. Per Sertori, il testo tiene insieme produzione da fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni e tutela del territorio agricolo.
Critico invece il Partito Democratico. La consigliera regionale Roberta Vallacchi definisce il provvedimento necessario, ma non sufficiente: “Non c’è una vera incentivazione all’installazione degli impianti su suolo e superfici già urbanizzate”. Secondo il Pd, il limite provinciale rischia di pesare soprattutto sulle province agricole come Lodi, Cremona, Mantova e Pavia.