Vailate, 08 novembre 2026

(Gianluca Maestri) Il dialetto è destinato a sparire? Forse. Intanto però c’è chi ne tiene viva la tradizione. È Radici Vailatesi l’associazione presieduta da Gianfranco Colombo, il grande esperto di storia locale che alla parlata del paese ha dedicato un libro di poesie e racconti. Si intitola “Sturièle e puesìe an dialèt vailatês, un lavoro della collana “Vailate e il suo territorio” che Colombo stesso sta realizzando e curando.

“Scrivere o comporre nel nostro dialetto -spiega Colombo nella premessa del libro- sembra sia una passione nascosta nell’intimo di tanti vailatesi, una vena romantica legata all’amore per la nostra comunità, alle storie tramandate nel tempo, a racconti annodati alla nostra gioventù, alla memoria di tradizioni del passato incorniciate in una lingua che per noi fu l’idioma ancestrale”.

Una novantina gli scritti contenuti nel libro che prende spunto anche da una precedente serata dedicata da Radici Vailatesi al dialetto. Raccontano di Vailate, dei suoi abitanti, dei suoi luoghi e delle sue tradizioni.

Molti di questi elaborati sono stati presentati nel corso di una serata, presentata da Gianfranco Colombo ( e chi se no?), che Radici Vailatesi aveva organizzato nelle scorse settimane al centro civico di via Dante con la collaborazione del gruppo di lavoro "Dialetto Vailatese". Un appuntamento molto partecipato, divertente e al tempo stesso emozionante perché intriso di ricordi. Se le poesie ed i racconti sono piaciuti così tanto è stato merito anche dei lettori (alcuni dei quali anche autori dei componimenti): Colombo stesso, Cecilia Leoni, Ettore Cassani, Giusy Maffioli, Stefania Stombelli, Donata Stombelli, Fiordalice Ghilardi, Luisa Pirovano, Ines Pezzoli, Camilla Molaschi, Roberta Lotti, Roberta Zambelli, Pinuccia Motti e Dalila Rovida.