Crema News - Rivolta d'Adda - Si è dimesso Sgroi Il municipio di Rivolta e, nel riquadro, Giovanni Sgroi

Rivolta d’Adda, 23 gennaio 2025

(Gianluca Maestri) Giovanni Sgroi si è dimesso da sindaco di Rivolta d’Adda. Ai domiciliari dalla primavera 2025 per l’accusa di violenza sessuale su quattro pazienti donne, il 70enne medico, ex primario ospedaliero, ha deciso di lasciare la carica che ricopriva dall’ottobre 2021 e dalla quale era peraltro stato sospeso dal prefetto di Cremona all’indomani del suo arresto.

Con le dimissioni del primo cittadino decade il consiglio comunale. In riva all’Adda arriverà un commissario prefettizio che amministrerà il comune fino a nuove elezioni.

“Con senso di responsabilità istituzionale e nel pieno rispetto delle norme vigenti –afferma la vicesindaco Mariana Patrini a nome del gruppo di maggioranza consiliare di centrodestra Rivolta Dinamica- informiamo che il sindaco Giovanni Sgroi ha formalizzato la decisione di rassegnare le proprie dimissioni. Decorso il periodo tecnico di 20 giorni, previsto dalla legge, il consiglio comunale decadrà come stabilito dall’ordinamento e verrà avviata la fase transitoria, gestita da un commissario prefettizio, che amministrerà il nostro comune, fino all'elezione di un nuovo sindaco, verosimilmente nel periodo aprile-giugno di quest'anno. Questa fase rappresenta un passaggio importante all’interno di un percorso amministrativo che, pur nelle difficoltà e nelle complessità degli ultimi mesi, è stato portato avanti con coerenza, impegno e rispetto nei confronti del mandato conferito dagli elettori. La continuità dell’azione amministrativa è stata garantita e sarà garantita fino all’ultimo giorno utile, nella convinzione che onorare il mandato significhi completare ciò che era stato programmato e definito. Rivendichiamo con senso di responsabilità il completamento e la realizzazione degli obiettivi previsti dal programma amministrativo 2025, pienamente in linea con il progetto elettorale, e l’aver predisposto una solida pianificazione degli impegni per il 2026. Abbiamo lavorato affinché la comunità possa contare su fondamenta solide su cui proseguire il proprio cammino, a prescindere dagli esiti elettorali futuri. Desideriamo esprimere –prosegue la Patrini - un sincero ringraziamento alla squadra che ha condiviso questo percorso: amministratori, dipendenti comunali, collaboratori e tutte le persone che, con professionalità e dedizione, hanno lavorato ogni giorno per il bene della nostra comunità. Il valore umano e professionale di chi opera nelle istituzioni resta un patrimonio prezioso, che merita rispetto e riconoscimento. Ringraziamo cittadini ed istituzioni di ogni livello per la grande collaborazione dimostrata in questo mandato amministrativo, auguriamo fin d’ora buon lavoro a chi sarà chiamato a gestire la fase transitoria e a coloro ai quali i rivoltani sceglieranno di dare fiducia per i prossimi cinque anni. Confidiamo che il consiglio comunale –conclude la vicesindaco - possa accompagnare questa fase con senso delle istituzioni, garantendo continuità, serenità e attenzione al bene collettivo”.

Il processo a Sgroi per il ramo milanese dell’inchiesta in cui è coinvolto si terrà il 16 febbraio a Milano. Al momento è in corso una trattativa per il risarcimento delle quattro donne che è in fase avanzata. L’eventuale accordo eviterà la costituzione di parte da parte delle quattro accusatrici. Parliamo di ramo milanese perché esiste anche un altro ramo d’inchiesta riguardante Sgroi che al momento è in fase di indagine. È quello bergamasco che si basa sulle accuse di violenza sessuale mosse da all’ormai ex sindaco rivoltano da altre cinque donne. Giovanni Sgroi è difeso dall’avvocato Domenico Chindamo del foro di Milano.