La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 01 agosto 2021

18a Domenica ordinaria anno B

La Parola: Es 16,2-4.12-15 Sal 77 Ef 4,17.20-24 Gv 6,24-35:

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle bar- che e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che di- scende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Questa settimana è arrivato in casa parrocchiale il nuovo modem per poterci collegare tramite fibra alla linea telefonica e a internet. Le promesse di miglioramento di velocità e stabilità del segnale sono mirabolanti, ma come spesso succede in questi casi sarà meglio aspettare e vedere il tutto istallato per controllare se davvero funziona come promesso. Da una parte quindi posso capire la richiesta dei Giudei di poter vedere un segno portentoso prima di affidarsi completamente a Gesù credendo a tutte le sue parole. Ma d’altra parte rimango basito nel notare come questa richiesta appaia veramente assurda se non addirittura ridicola, visto che viene avanzata all’indomani di un intervento miracoloso del Maestro, il quale con soli cinque pani e due pesci sfama una folla di cinquemila persone. Forse anche Gesù era pronto a rispondere un po’ stizzato: ma scusate, dove eravate voi ieri a mezzogiorno? Invece con tranquilllità cerca di mostrarsi paziente e calmo approfittando della loro domanda per spostare il problema al nocciolo della questione, superando il livello semplicemente umano e molto concreto del mangiare per saziarsi per aiutare tutti a comprendere che qui c’è in ballo molto di più: non un panino che sfama per quest’oggi o per i prossimi giorni perché abbondante, ma addirittura un pane che dura per la vita eterna e che supera ogni nostra immaginazione. Rimango affascinato dalla capacità di Gesù di portare a un livello profondo il dialogo con i suoi ascoltatori. Mentre loro ricordano il pane disceso dal cielo che aveva nutrito il popolo ebreo nel deserto al tempo di Mose con il segno della manna, lui li porta a desiderare il pane della vita che porta in cielo, che dona la vita eterna, il desiderio più profondo e comune a tutti gli uomini di tutti i tempi non appena si accorgono della differenza sostanziale della creatura umana rispetto a tutto il creato. Noi non riusciamo ad accettare che tutto finisca nei pochi anni di questa vita terrena: noi esseri umani sentiamo dentro l’aspirazione, anzi la necessità di un destino eterno preparato per ciascuno di noi e in Gesù abbiamo proprio la promessa e il segno che tutto questo è vero e si realizzerà un giorno per tutti noi che ci nutriamo del pane di vita eterna che è il suo corpo offerto per noi e per tutti per la salvezza totale di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Prima di chiederci come questo possa avvenire e quali significati abbia questo gesto di offerta gratuita da parte del Figlio di Dio all’intera umanità lasciamoci coinvolgere da questa sconcertante apertura all’eternità che egli associa al semplice e quotidiano segno del pane. Anche in questo periodo di lunga e ormai strisciante pandemia non accontentiamoci di salvare la nostra vita fisica e terrena seguendo le indicazioni di rispetto e attenzione alla nostra ed altrui salute, ma cerchiamo sempre quel qualcosa in più che rende degna di essere vissuta già adesso la nostra vita perché piena di valori e ricchezze umane, spirituali, culturali, così che davvero sia una vita pienamente umana perché aperta anche alla trascendenza. Viviamo ogni giorno con la consapevolezza che siamo destinati a un futuro di eternità insieme a tutti i nostri cari nella casa del Padre, nel suo regno di vera giustizia e di amore.


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione



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