Pandino, 24 maggio 2026

(Gianluca Maestri) Un viaggio lungo 4500 chilometri attraversando territori sconosciuti, antiche città dalla cultura millenaria e grandi zone desertiche. A compierlo, in sella alla sua Yamaha Tenerè 700, è stato Maurizio Limonta, pandinese classe 1956, un cittadino del mondo. Mondo che lui ha girato in lungo e in largo.

Gli mancava l’Algeria, ed è proprio dal Paese del Nordafrica -2,3 milioni di chilometri quadrati, un territorio vasto nove volte l’Italia- che è appena tornato. Con Maurizio c’era Luigi Amigoni, 73 anni, di Olginate, in sella a una Moto Guzzi 850T, già diverse volte suo compagno d’avventura da un capo all’altro del pianeta (insieme hanno fatto un Milano-Singapore, un Alessandria D’Egitto-Città del Capo ed il Mato Grosso l’anno scorso).

“Il viaggio - racconta Maurizio - è andato oltre le più rosee aspettative. Non essendoci mai stato prima d’ora, ritenevo l’Algeria la fotocopia del Marocco e della Tunisia invece si è mostrata tutt’altro. Intanto va detto che il turismo di massa lì non è ancora arrivato e che per poterci andare occorre seguire una pratica burocratica non proprio semplice. Siamo partiti da Tunisi, che è stata anche località d’arrivo, e ci siamo diretti in Algeria dove abbiamo attraversato città antiche, incontrato gente, visitato luoghi sconosciuti ai più e attraversato quello che io definisco il deserto del mondo, il Sahara, con la sua vastità, le sue dune e i suoi tramonti che mostrano una natura che esplode in tutta la sua magnificenza creando momenti mistici”.

L’Algeria è un Paese a forte connotazione religiosa ma essendo nel centro del Mediterraneo è anche un luogo aperto nei confronti lo straniero. “Siamo sempre stati accolti con ospitalità e con gentilezza - prosegue Maurizio. - Durante il viaggio la gendarmeria locale ci ha scortato per circa 1800 chilometri, sempre in maniera molto gentile e discreta, quasi scusandosi a volte per questa sorta d’invadenza legata a un fattore di sicurezza visto che attraversavamo spazi immensi di deserto dove non si trova niente di niente anche per 300 chilometri e già un semplice intoppo può rivelarsi molto pericoloso. Nessun rischio, invece, è stato riconducibile a fattori di terrorismo o di criminalità, praticamente inesistenti”.

Appena tornato, Maurizio Limonta è già proiettato verso il prossimo viaggio.

“Dopo l’opportuno tagliando in officina la mia moto è stata imbarcata in un contenitore destinato a Vancouver dove arriverà fra circa un mese. Vancouver perché da lì inizierò un nuovo viaggio, stavolta in solitaria, che mi porterà fino all’attraversamento di tutti gli Stati Uniti e di tutto il centro America a partire dal Messico per arrivare poi fino a Panama”.