Capralba, 24 maggio 2026

(D.D.) Trecentotredici giorni, due ore e 36 minuti in orbita nello spazio. Un record che nessun astronauta ha ancora battuto. Il record è di Paolo Nespoli, ospite e relatore d’eccezione, ieri pomeriggio, dell’incontro pubblico ospitato dalla Residenza sanitaria assistita Guerreschi, che ha rappresentato un evento straordinario, un legame invisibile dall’ospizio allo spazio.

“Da bambino – ha iniziato – l’astronauta, ingegnere e ufficiale della riserva dell'Esercito Italiano – ho visto in tivù lo sbarco sulla Luna. E ho sentito Niel Armstrong pronunciare la frase ‘Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigante per l’umanità.. Mi sono detto che anch’io avrei voluto andare nello spazio. Oggi, mi auguro che si possa continuare con l’espansione della nostra conoscenza, perché le cose che ancora non conosciamo sono tante”.

Per realizzare il suo sogno, Nespoli ha dovuto prendere una laurea tecnica e imparare l’inglese prima e il russo poi. “Sono andato negli Usa e al ritorno ho partecipato ai concorsi dell’Agenzia spaziale italiana. Al terzo tentativo, su 2000 candidati, mi hanno preso come allievo astronauta. Da lì ci sono voluti nove anni prima che mi assegnassero a una missione. Esiste il mito che l’astronauta debba essere un uomo perfetto. Non è così. Serve soltanto un duro addestramento”.

A seguire, Nespoli ha partecipato a tre missioni nello spazio, spiegando anche come ci si muove e su come si compiono le azioni quotidiane sull’astronave e la differenza tra la tecnologia americana e quella russa, la prima più sofisticata, la seconda più essenziale e concreta.

“Il compito era di costruire la stazione spaziale internazionale. Purtroppo, non sono sbarcato sulla Luna”.

Ad ascoltare l’astronauta, nel giardino della Guerreschi c’erano almeno 300 persone: oltre agli anziani ospiti, ai loro familiari, al personale e a tanti comuni cittadini, anche gli alunni della scuola dell’infanzia Tananai e tanti bambini. Dopo la carriera militare e la laurea in ingegneria meccanica, nel 1991 Nespoli è stato assunto dall’Agenzia spaziale europea e il 23 ottobre 2007 è partito con lo Space Shuttle Discovery in qualità di specialista della missione Esperia. A seguire, è stato protagonista di altre due missioni nello spazio, con colleghi russi e statunitensi nel 2010-2011 e nel 2017. In seguito al ritiro dalla sua carriera da astronauta, dal 2023 insegna al Politecnico di Milano presso il corso di Space Engineering.

“Faccio quello che mi piace. Oggi non so se andrei di nuovo nello spazio”.

L’incontro è stato aperto da Livia Guerreschi e dalla direttrice amministrativa Daniela Dolci. Nespoli è stato introdotto e condotto da Antonio Maurizio Pellegri, vice presidente nazionale dell’associazione Aviatori d’Italia. Ha portato il suo saluto il presidente della Bcc Caravaggio e Cremasco, Giorgio Merigo, sponsor dell’iniziativa: “E’ attraverso il valore della persona che si raggiungono gli obiettivi. Nespoli ci ha insegnato anche a reagire alle situazioni negative. Da un lato ci sono i nostri limiti, dall’altro l’immensità dell’universo. Con volontà, determinazione, sacrificio e impegno si ottengono grandi risultati”.

Dopo le numerose domande del pubblico, un ospite della Residenza ha ringraziato Nespoli consegnandogli un ricordo della giornata.