La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 21 febbraio 2021

I Domenica di Quaresima anno B

La Parola: Gen 9,8-15 Sal 24 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15 :

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Venerdì scorso era il compleanno di don Francesco. Io ero già pronto, per festeggiare adeguatamente un carissimo amico col quale oltretutto condivido l’impegno pastorale e la vita quotidiana, a far finta che non fosse il primo venerdì di quaresima, giorno di magro e di penitenza. Poi giustamente abbiamo pensato al fatto che la prima Domenica di Quaresima ci presenta sempre il racconto di Gesù che va nel deserto per essere provato e vincere le tentazioni del demonio, e abbiamo rimandato la festa. In realtà però il Vangelo di Marco non parla della vittoria di Gesù sulle tre famose tentazioni presentate dai vangeli di Matteo e Luca ed è davvero molto scarso di particolari, riducendo il fatto a poche parole: tentato da Satana. Evidentemente Marco, senza tralasciare questo particolare dell’esperienza di Gesù, è rimasto ancora più colpito, e vuole renderci partecipi di questa sua emozione, dalle prime parole di Gesù, quelle che richiamano la pienezza dei tempi, visto che ora si compiono le promesse sul Regno di Dio che da secoli il Padre faceva al popolo ebraico attraverso i profeti e soprattutto dalle parole che invitano tutti alla conversione e alla fede nel Vangelo. E certamente ricorderete che queste erano proprio le parole che la liturgia ci ha fatto ascoltare mercoledì scorso, nel momento in cui il sacerdote ci imponeva le ceneri. Lasciamoci coinvolgere allora da questa emozione di Marco e certamente dei primi discepoli di Gesù: siamo chiamai a convertirci e a credere nel Vangelo. Ma subito, come direbbe proprio Marco, siamo pronti a rispondere: ma come? Non siamo già fedeli di Cristo, Battezzati e Cresimati fin da bambini? Presenti alla S. Messa abbastanza fedelmente anche in questo periodo, nonostante i rischi e timori della pandemia? Cosa significa per noi questo richiamo così perentorio e decisivo? Forse siamo tentati anche noi da Satana e siamo subito pronti a dare a lui la colpa, ma certamente dobbiamo riconoscere che la nostra coerenza di vita con la fede che diciamo di avere ha ancora bisogno di una sana e robusta conversione, perché il nostro credere al Vangelo è ancora fragile e superficiale, più a parole che con i fatti. Avrete notato come uso sempre il noi in queste frasi e non per comodità linguistica ma perché davvero anche noi sacerdoti, come tutto il popolo cristiano, abbiamo ancora molta strada da fare per essere discepoli entusiasti e convinti del Signore Gesù. Certo, a parole siamo tutti più o meno bravi a giustificare i nostri piccoli limiti e i ritardi nel credere al vangelo, a mettere in pratica lo stile, gli esempi e l’insegnamento di Gesù. Siamo subito pronti a trovare mille scuse, sia per la sua Parola, che secondo noi va sempre adattata alle mutate condizioni di vita, ma anche per la nostra debolezza che si rifugia spesso nella classica difesa del ‘sono fatto così’. Ma il tempo compiuto di cui parla Gesù è proprio questo tempo, il tempo giusto della nostra reale conversione e disponibilità a credere al Vangelo con la nostra vita. I quaranta giorni della Quaresima sono appena iniziati e questo gioca a nostro favore, possiamo farcela ma stiamo attenti a non rimandare sempre ad un futuro, che magari si trascina da anni, convinti che in fondo la nostra vita spirituale e le nostre opere d’amore siano sufficienti per essere veri discepoli di Gesù. Lui è esigente e non si accontenta di cristiani tiepidi e autosufficienti, ci vuole santi come lui è santo e per questo ci assicura sempre il suo aiuto e la sua vicinanza, se noi ci fidiamo di lui.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/2VmDBjSvRfs ) 



Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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